mercoledì, 16 luglio 2008, 12:05
perchè.
c'è da chiedersi perchè mi sia decisa a fare la recensione di un libro che ho molto apprezzato, ma ancora non compreso appieno (dovrò rileggerlo un'altra volta, ma lo farò con un godimento pressochè prossimo all'infinito), insieme alla recensione di un album che trovo tra i fondamentali del mio archivio musicale, e di cui, anche di questo, mi sfugge un significato globale.
diciamo che la risposta viene, in un certo qualmodo, da Dustin Kensrue stesso.
il cantante e chitarrista dei Thrice, sì.
che ha letto V. e ne è rimasto talmente affascinato da proporne la lettura anche ai suoi bandmates (Teppei Teranishi, Eddie e Riley Breckenridge), e da intitolare il loro album capolavoro (secondo me è il più bello e complesso di tutti, persino della tetralogia sugli elementi, che oh! devo ancora recensire :°D) come l'immaginaria terra raccontata con aura di mistero, Vheissu, appunto, in più d'una delle parti del romanzo.
romanzo complesso, appunto. come complessa e laboriosa è la ricerca di Stencil, uno dei protagonisti, se non IL protagonista, del significato di V.
cos'è? chi è? cosa rappresenta?
"V. è un'entità misteriosa, forse è il principio stesso della femminilità; V.assume molteplici aspetti e sembianze, e sfugge a ogni precisa identificazione. V. è di volta in volta la dea Venere e il pianeta Venere, la Vergine, la città della Valletta a Malta, il Venezuela, l'immaginaria terra di Vheissu. E V. è anche molte donne: Vittoria, Veronica, Violet... V. è un enciclopedico, labirintico, ambizioso, infinito e corrosivo gioco di specchi."
questo è scritto nel retro di copertina, e ho creduto doveroso riportarlo, in quanto è l'unico modo abbastanza breve in cui si possa descrivere questo romanzo assolutamente unico nel suo genere. Thomas Pynchon, beh, credo quasi di poter dire che sia una specie di genio. si sposta come un funambolo da una situazione all'altra, da un lasso temporale all'altro, dall'America, all'Africa, a Firenze, fino a Malta, fulcro, forse, geografico dell'intero romanzo, là dove si tirano le fila della questione, dove la verità (e forse è proprio questo il significato di V.: la ricerca della Verità) viene, in un qualche modo, a galla. è tremendamente difficile come lettura, ma credo ne sia valsa la pena, e credo ne varrà ancora di più nel momento in cui lo riprenderò in mano e lo leggerò con più attenzione, perché sono rimasta completamente affascinata dalla sua incomprensibilità.
altrettanto visionario e criptico è Vheissu, l'album dei Thrice, uscito nel 2005 sotto la Island Records. musicalmente, i nostri hanno fatto un salto clamoroso da The Artist In The Ambulance, abbandonando quasi del tutto le sonorità puramente post-hardcore degli inizi (che si sentono pienamente in un pezzo come Hold Fast Hope), dando vita a quello che qualcuno ha definito un "post-hardcore intelligente", ossia coadiuvato da pesanti sperimentazioni in bilico tra il trip hop e l'acustico, con inserti di pura meraviglia (il carillon che introduce a Music Box, inquietante e affascinante allo stesso tempo, per fare un esempio). numerosi gli interventi di strumenti estranei alla classica formazione chitarre-basso-batteria: pianoforte, Fender Rhodes, archi, passaggi elettronici, e a fare da cornice al tutto, testi visionari, spesso a tematica biblica, o comunque astratta. è un piacere ascoltarlo da cima a fondo, cogliendone ogni minima sfumatura sonora (tanto per fare un esempio: parlando del loro album precedente, The Artist In The Ambulance, rimane subito ben impresso uno dei singoli, Stare At The Sun. sembra un pezzo come tanti altri del genere, energico, con un ritornello trascinante, una cosa semplice, insomma. e invece, se si ascolta attentamente, si sentono sfumature complesse sia nelle parti di basso che nella chitarra di Teppei. è praticamente impossibile da riproporre come cover convincente, a meno di non essere musicisti coi controcazzi, secondo me.), ogni passaggio, e tutto torna, tutto si incastra perfettamente al suo posto, con la disinvoltura di una cosa semplice. ma la musica dei Thrice non lo è, non lo è mai stata, e mai lo sarà. non appassiona al primo ascolto, ma incuriosisce, e spinge a essere riascoltata più e più volte, finchè non si rimane ipnotizzati dalla ritmica, dalle chitarre, e anche dalla voce di Dustin, capace di passare dallo scream al sussurro in un battito di ciglia.
poi, vi do un consiglio: ovviamente dovrò capire dove e come, in che ordine mettere le canzoni per poterlo rifare ancora, ma ho provato ad ascoltare Vheissu mentre leggevo V. e il risultato è stato stupefacente: sarebbe stata la colonna sonora perfetta, credetemi. se volete provare a leggere questo libro, e a conoscere questo gruppo, tentate questo esperimento, perchè ne vale seriamente la pena.
moebius00 è uscita dal pensatoio.
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libri
sabato, 16 febbraio 2008, 00:18
"E chi è stato a fregarmelo, il disegno? E chi è stato a farsi beccare? E chi è stato a farmelo fare, quel cazzo di tema, sapendo benissimo cosa ci sarebbe successo, a me e mia madre?"
Joseph non rispose, i piedi battevano il vuoto, le ginocchia cercavano di spezzare la schiena di Igor, di rompergli la colonna vertebrale, nientemeno.
"Non parlarmi di tua madre dopo quello che hai detto della mia al telefono, pezzo di stronzo!"
Fu a questo stadio avanzato del conflitto - un po' tardivamente, come sempre in simili casi - che Nourdine propose la propria mediazione.
"Piantatela! Piantatela, cazzo! Non è il momento di..."
Igor lo inchiodò col dito.
"Te, nessuno ti ha chiesto il tuo parere!"
Cosa che Joseph confermò dopo una testata la cui deflagrazione accecò Igor.
"Infatti, lasciaci in pace! É una faccenda tra me e questo bastardo!"
Il combattimento avrebbe registrato una ripresa se Nourdine non si fosse messo a urlare dal più profondo della sua infanzia, e dell'infanzia di suo padre Ismael, dal più profondo della rabbia di Rachida, e di tutti i fratelli e le sorelle della seconda generazione.
"Lo so che è una faccenda tra voi due! É sempre una faccenda tra voi due. Da quando eravamo in prima, è una faccenda tra voi due. Tutte le uscite, tutte le ghignate, tutte le piazzate, tutti i compleanni, tutte le ricreazioni, tutti i cinema, è sempre stata una faccenda tra voi due, figli di puttana che non siete altro! É sempre stata una faccenda tra le vostre due teste di cazzo! E perché credete che abbia detto che l'avevo fatto io, il disegno! Eh? Perché? Ci avete pensato, a questo? Ci avete veramente pensato? Perché si è alzato, il marocchino di merda in fondo alla classe? Perché si è alzato, il pirlone riccioluto in fondo alla classe, a sbraitare 'l'ho fatto me, l'ho fatto me', come se non sapessi che si dice l'ho fatto io? Perché eravate nella merda e c'era solo questo da condividere! Ma non siete manco capaci di condividere la vostra merda! Manco la vostra merda, la condividete, mortacci vostri fottuti!".
Le lacrime soffocarono il resto, le strette di Joseph e Igor si allentarono, la porta del bagno si aprì, apparvero Pope e Moune e la ragazzina chiese, con quella soddisfazione tipica dell'infanzia che punta il dito contro l'errore pedagogico evidente:
"Da quando in qua si litiga di fronte ai bambini?"
"E per di più con un sacco di parolacce," sottolineò Pope.
moebius00 è uscita dal pensatoio.
libri
mercoledì, 04 aprile 2007, 10:20
questo vuol dire avere una mente aperta.
e ancora una volta mi rendo conto che il mio cervello è ancora troppo condizionato da certe idiosincrasie per poterne apprezzare eventuali lati positivi.
è che sono abituata a conoscere certe categorie umane sotto una particolare ottica, e quindi non riesco a pensarle altrimenti. invece (e francamente, dopo lo stupore iniziale, è subentrata come una sensazione di abitudine, come se "beh, sì, in fondo può benissimo essere così") ho scoperto quanto la mia mente sia ancora piuttosto organizzata per compartimenti stagni. quanto sia facile pensare che leggere Pennac sia affare da specie di intellettualoidi affini a certi ambienti di sinistra, oppure che Nietzsche sia esclusivo appannaggio di certe frange di pensiero di destra. e chi l'ha detto che è così? ma ovviamente, questo è un mio costrutto tortuoso e anche un po' insano, spero mi si perdoni l'ardire, soprattutto adesso che ho scoperto che leggere Pennac non è prerogativa da sinistroidi. tanto per fare un esempio.
non sempre l'essere liberal (come direbbero gli americani) è sinonimo di mentalità aperta. così come l'essere palesemente di destra non è sinonimo di una certa propensione alla produzione di idee reazionarie.
è solo questione di elasticità mentale.
non si smette mai di imparare.
e sì, so che il mio discorso può sembrare di una stupidità allucinante, ma è lecito, anzi, obbligatorio, mettere in funzione il cervello e capite che non si possono produrre sin dall'inizio riflessioni eccelse e di ottima fattura. deve ingranare, prima di aspirare a vette più alte, no?
prima di scalare una montagna bisogna imparare a camminare, e poi ad arrampicarsi. così come per abbandonarla, abbandonare la solitudine del proprio pensare e scendere in mezzo al popolo a raccontare ciò che si è visto con gli occhi della mente, ci vuole coraggio e tanta, tanta dialettica.
e, tanto per gradire. Nietzsche sarà antipatico e tutto, ma non è nazista. ce l'hanno solo venduto come tale. mi urta sentire persone, che stimo profondamente per la loro cultura e intelligenza, dire che "zio Federico" sia un nazista di merda. perchè non è vero.
lui era tutto e niente. e scriveva libri "per tutti e per nessuno".
oh, l'ha detto lui stesso, eh. non mi sto inventando niente.
moebius00 è uscita dal pensatoio.
varie ed eventuali,
libri
sabato, 14 ottobre 2006, 23:58
"...in quel momento apparve la volpe: "Buon giorno". "Buon giorno" disse gentilmente il piccolo
principe voltandosi: ma non vide nessuno. "Sono qui", disse la voce, "...sotto il melo". "Chi sei?"
chiese il piccolo principe, "Sono una volpe", disse la volpe.
"Vieni a giocare con me?", le propose il piccolo principe "sono così triste...". "Non posso giocare
con te", disse la volpe, "non sono addomesticata". "Ah, scusa!", fece il piccolo principe. "Che
cosa vuol dire addomesticare?"
"E' una cosa da molto dimenticata. Vuol dire creare dei legami". "Creare di legami?". "Certo",
disse la volpe, "tu, fino ad ora, per me non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E
non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a
centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l'uno dell'altro. Tu sarai per me
unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo. (...) Se tu mi addomestichi la mia vita sarà come
illuminata. Conoscerò un rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi
faranno nascondere sotto terra. Il tuo mi farà uscire dalla tana come una musica. E poi guarda!
Vedi laggiù in fondo dei campi di grano? Io non mangio il pane, e per me il grano è inutile. I
campi di grano non mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai i capelli color dell'oro. Allora
sarà meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano che è dorato, mi farà pensare a te. E
amerò il rumore del vento nel grano..."
La volpe tacque e guardò a lungo il piccolo principe: "Per favore ... addomesticami", disse.
"Volentieri, che bisogna fare?", domandò il piccolo principe. "Bisogna essere molto pazienti",
rispose la volpe. "In principio tu ti siederai un po' lontano da me, così, nell'erba. Io ti guarderò
con la coda dell'occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno
tu potrai sederti un po' più vicino...".
Il piccolo principe ritornò l'indomani. "Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora", disse la
volpe. "Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincio ad essere
felice. Col passare dell'ora aumenterà la mia felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non
saprò mai a che ora prepararmi il cuore... ci vogliono i riti". "Che cos'è un rito?", disse il piccolo
principe. "Anche questa è una cosa da tempo dimenticata", disse la volpe."E' quello che fa un
giorno diverso dagli altri giorni, un'ora dalle altre ore" (...)
Così il piccolo principe addomesticò la volpe ... E quando l'ora della partenza del piccolo principe
fu vicina:
"Ah!", disse la volpe, "... piangerò".
"La colpa è tua", disse il piccolo principe, "io non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti
addomesticassi e che diventassimo amici...".
"E' vero", disse la volpe.
"Ma sapevi che avresti pianto!", disse il piccolo principe.
"Certo", disse la volpe.
"Ma allora che ci guadagni?"
"Ci guadagno", disse la volpe, "il colore del grano".
moebius00 è uscita dal pensatoio.
libri
domenica, 10 settembre 2006, 15:15
CIRANO
[...] Io non m'illudo, no. - Talor, certo, m'avviene
d'intenerirmi anche io nelle notti serene;
e, se in qualche giardino entro, aspirando il maggio
con il mio poveraccio di naso, sotto un raggio
di argento qualche donna che passeggia a braccetto
di un cavaliere io seguo, e il cor mi balza in petto,
e penso, ahimè, che anch'io vorrei meco averne una
per passeggiare a lenti passi sotto la luna,
e mi esalto, e m'oblio... Quand'ecco all'improvviso
l'ombra del mio profilo su pel muro ravviso!
LE BRET (commosso)
Oh, amico mio!...
CIRANO
Talvolta, credi, m'è duro assai
sentirmi così brutto solo!...
LE BRET (prendendogli premurosamente la mano)
Piangi?
CIRANO
Ah! no; mai!
Questo no, mai! Sarebbe troppo sconcio vedere
una lagrima lungo tale naso cadere!
Io farò, sin ch'io possa, che mai la sovrumana
bellezza delle lagrime con tanta grossolana
sconcezza si confonda!... Però che veramente
niente v'è più sublime delle lagrime, niente!
Né, suscitando il riso, vorrei per colpa mia,
che una lagrima fosse ridicola!...
***
CIRANO
Le foglie!
ROSSANA (alza il capo e guarda nei viali lontani)
Son di un lieve biondo veneziano.
Guardatele cadere.
CIRANO
Come cadono piano
e bene! E come porre, vedete, ognuna sa
nel suo breve viaggio un'ultima beltà;
e, malgrado, il terrore d'imputridire al suolo,
vuol che nella caduta sia la grazia d'un volo.
moebius00 è uscita dal pensatoio.
libri
domenica, 10 settembre 2006, 14:53
«Un giorno Cunegonda, passeggiando nei dintorni del castello, nel boschetto che chiamavano parco, vide tra i cespugli il dottor Pangloss che impartiva una lezione di fisica sperimentale alla cameriera di sua madre, una brunetta piuttosto graziosa e assai docile. Dato che la signorina Cunegonda era molto portata per le scienze, osservò, senza fiatare, le esperienze reiterate di cui fu testimone. Vide chiaramente la ragione sufficiente del dottore, gli effetti e le cause, e corse via tutta agitata, tutta pensosa, tutta piena del desiderio di diventar sapiente, pensando di se stessa che avrebbe ben potuto essere la ragione sufficiente del giovane Candido, il quale a sua volta avrebbe potuto essere la sua.»
***
«Il ragionamento fu netto e fulmineo, e senza dare tempo all'inquisitore di riprendersi dalla sorpresa lo trapassa da parte a parte, e lo getta accanto all'ebreo. "Questa è ancor meglio! - disse Cunegonda - non c'è più remissione. Siamo scomunicati, la nostra ultima ora è arrivata. Come avete potuto, voi che siete nato così mite, uccidere in due minuti un ebreo e un prelato?" "Mia bella damigella - rispose Candido - quando si è innamorati, gelosi e frustati dall'Inquisizione, non ci si raccapezza più".»
***
«Cento volte ho desiderato di uccidermi, ma continuavo ad amare la vita. Questa debolezza ridicola è forse una delle nostre inclinazioni più funeste: v'è nulla, infatti, di stolto che continuare a portare un fardello che si vorrebbe sempre gettare a terra? Che avere il proprio essere in orrore e tenere al proprio essere? Che accarezzare il serpente che ci divora, insomma, fino a quando non ci abbia mangiato il cuore?»
moebius00 è uscita dal pensatoio.
libri
sabato, 09 settembre 2006, 12:07
mi riferisco all'allegra famigliola formatasi da poco in via dei Mille 50 a Roma :°D
cito testualmente dal blog della nonnina:
Comunque li amo tutti, quei fantastici quattro.
Horobi : La donnina di casa che pulisce e mette in ordine tutto
Shock : L’uomo di casa, mutandaro e disordinato, che litiga sempre con la donna di casa
Bloody : Il bambino cuoco autistico
GigiSpligi : Dio
La mia sit-com preferita.
come non concordare xd
posto il post di ieri che mi sembra degno di nota, ma che così non è parso a splinder (fottuto bastardo >.< !), buona lettura :°D
e così ho iniziato a lavorare. devo dire che svolgere le mansioni d'ufficio è abbastanza palloso. stamani giravo come un'anima in pena in cerca di qualcosa da fare, e non la trovavo, così mi sono fregata una di quelle spille pacifiste (dove lavoro io pullula di questi gadgettini), che peraltro volevo da un bel pezzo. ma credetemi, se potessi, mi porterei casse e lettore e mi metterei un po' di musica, almeno non mi addormento come una fava lessa sul tavolo (dal momento che per ora nessuno vuole giocare a carte, e tra l'altro ne ho trovate un mazzo nel cassetto là :°D evidentemente qualcuno ha avuto la stessa idea mia, in precedenza). in inverno arriverà questo momento, me lo sento, perchè vado in letargo come le marmotte, anche se non sembra (beh, in fondo io sono una marmotta travestita da persona), ed è per questo che sembro così solerte: perchè pur di non finire a grattarmi, vado a finire anche in culo al mondo a fare commissioni :°D oggi ho risposto al telefono, chiamato, fatto fotocopie, ricevuto fax, ho litigato col telefono centrale, con la fotocopiatrice ho già fatto pace, va saputa prendere, è un po' così...col fax c'è attrito, si sentirà trascurato porello, la cancelleria sparisce proprio quando ti serve (anche se ho scoperto dove trovarne altra. c'è un armadietto colle peggio cose, c'è anche un bianchetto a nastro col guscio fucsia, e una scatola piena di penne dell'associazione di volontariato, spero nessuno si offenda se ne prendo in *prestito* una.... :°D), ma soprattutto mi è arrivata la mirabolante notizia che martedì mattina sono sola come un cane, sarò l'unica volontaria che rimarrà lì a fare non si sa che. devo organizzarmi °__° '''
per quanto riguarda la faccenda di cui i soliti sono a conoscenza (chi non ne è non si chieda alcunchè, tanto non risponderò :°D), stanotte ho del tutto perso la faccia con l'amico di [...], speriamo almeno serva a qualcosa :\ l'unico sommovimento importante per ora è che in linea non c'è...vabbè, tanto al lavoro mi distraggo il giusto e non ci penso, almeno metà giornata è a posto, la sera prima di dormire leggo Nietzsche così non ci penso, occupata come sono a capire quello che scrive il baffone, e per il pomeriggio e la sera rimane da sistemare, quando avrò finito tutti i libri che ho dovrò pur leggere Candido, che ho comprato ieri in preda a una specie di furor intellettuale, perchè lo cita come uno dei suoi libri preferiti (già mentre leggerò il Cirano di Bergerac mi prenderà la depressione, perchè lo sento un personaggio molto affine a me...tolto il naso. evidentemente il guascone si è preso anche la mia parte :°D). come se non bastasse sono giorni che ascolto una canzone che definire triste è farle un complimento. come ebbi a dire sere fa, mi taglierei le vene, se non mi facesse senso. :°D
vabbè, salutozzi! (state tranquilli, non farò mai cazzate. non ci guadagno assolutamente nulla)
p.s. mi mancano le cazzate che spara Adriano.
p.p.s. mi manca Londra.
p.p.p.s. mi manca la Virgin.
p.p.p.p.s. occhei, adesso basta :°D
dunque...sostanzialmente ci sono degli aggiornamenti...del tipo che alla fine tra il baffone e Candido ho scelto Candido, e ieri ho fatto le 2 a leggerlo, e mi sta piacendo davvero molto (visto anche da un'ottica puramente scevra della marpionata che sto attuando, mannaggia a me che non perdo mai il vizio!), e stamani alle 5 sono riandata avanti (ché non dormivo, perchè avevo i sogni infestati dai gechi e non è affatto positivo.); del tipo che i miei ex-compagni di classe sono i soliti fetecchioni; del tipo che Giovanni non riuscirà mai a prendere la patente se i vecchietti rompipalle gli attraversano la strada a buzzico (porello, ha veramente tutte le forze del mondo contro, è la terza volta che padella la pratica, peraltro nemmeno per colpa sua :°D); del tipo che sto raccontando a tutti di Londra; del tipo che sto raccontando a tutti di [...] (anche a Rob! e tra l'altro da quando ho preso di mira un altro povero disgraziato al suo posto, appunto quello sopracitato, con lui va tutto benissimo *__*"); del tipo che stasera ci sono gli Amore alla Festa dell'Unità e li vado a vedere :Q____ per il resto è tutto come sempre. sono curiosa di vedere che mi portano gli altri 3/4 della mia allegra famigliola da Torino (avevo chiesto un suvenir, sì proprio scritto così, dal Museo del Cinema...chissà se dovrò avere paura :°D)
martedì, 08 agosto 2006, 01:14
Io ti amo
e se non ti basta
ruberò le stelle al cielo
per farne ghirlanda
e il cielo vuoto
non si lamenterà di ciò che ha perso
che la tua bellezza sola
riempirà l'universo
Io ti amo
e se non ti basta
vuoterò il mare
e tutte le perle verrò a portare
davanti a te
e il mare non piangerà
di questo sgarbo
che onde a mille, e sirene
non hanno l'incanto
di un solo tuo sguardo
Io ti amo
e se non ti basta
solleverò i vulcani
e il loro fuoco metterò
nelle tue mani, e sarà ghiaccio
per il bruciare delle mie passioni
Io ti amo
e se non ti basta
anche le nuvole catturerò
e te le porterò domate
e su te piover dovranno
quando d'estate
per il caldo non dormi
E se non ti basta
perché il tempo si fermi
fermerò i pianeti in volo
e se non ti basta
vaffanculo
moebius00 è uscita dal pensatoio.
libri
domenica, 30 luglio 2006, 12:51
- Date un bello spettacolo di voi! - cominciò il padre, amaramente. - E proprio degno di un gentiluomo! - (Gli aveva dato il voi, come faceva nei rimproveri più gravi, ma ora quell'uso ebbe un senso di lontananza, di distacco).
- Un gentiluomo, signor padre, è tale stando in terra come stando in cima agli alberi, - rispose Cosimo, e subito aggiunse: - se si comporta rettamente.
- Una buona sentenza, - ammise gravemente il Barone, - quantunque, ora è poco, rubavate le susine a un fittavolo.
Era vero. Mio fratello era preso in castagna. Cosa doveva rispondere? Fece un sorriso, ma non altero o cinico: un sorriso di timidezza, e arrossì.
Anche il padre sorrise, un sorriso mesto, e chissà perchè arrossì anche lui. - Ora fate comunella coi peggiori bastardi ed accattoni, - disse poi.
- No, signor padre, io sto per conto mio, e ognuno per il proprio, - disse Cosimo, fermo.
- Vi invito a venire a terra, - disse il Barone, con voce pacata, quasi spenta, - e a riprendere i doveri del vostro stato.
- Non intendo obbedirvi, signor padre, - fece Cosimo, - me ne duole.
Erano a disagio tutti e due, annoiati. Ognuno sapeva quel che l'altro avrebbe detto. - Ma i vostri studi? E le vostre devozioni di cristiano? - disse il padre. - Intendete crescere come un selvaggio delle Americhe?
Cosimo tacque. Erano pensieri che non s'era ancora posto e non aveva voglia di porsi. Poi fece: - Per essere pochi metri più su, credete che non sarò raggiunto dai buoni insegnamenti?
Anche questa era una risposta abile, ma era già come uno sminuire la portata del suo gesto: segno di debolezza, dunque.
L'avvertì il padre e si fece più stringente: - La ribellione non si misura a metri, - disse. - Anche quando pare di poche spanne, un viaggio può restare senza ritorno.
Adesso mio fratello avrebbe potuto dare qualche altra nobile risposta, magari una massima latina, che ora non me ne viene in mente nessuna ma allora ne sapevamo tante a memoria. Invece s'era annoiato a star lì a fare il solenne; cacciò fuori la lingua e gridò: - Ma io dagli alberi piscio più lontano! - frase senza molto senso, ma che troncava netto la questione.
moebius00 è uscita dal pensatoio.
libri
domenica, 23 luglio 2006, 14:20
«Il nonno ci mostrò il film ripreso dal razzo V-2 una dozzina di volte e infine si mise a sperare che un giorno o l'altro le nostre città si aprissero maggiormente, permettendo così al verde, alla campagna, alle regioni selvagge di penetrarvi di più, per ricordare alla gente che ci è stato dato un breve spazio sulla terra e che sopravviviamo in quelle solitudini selvagge che possono riprendersi quanto hanno dato, con la stessa facilità con la quale alitano il loro fiato su di noi o ci mandano il mare a dirci che non siamo poi tanto grandi. Se ci dimentichiamo quanto siano vicine la notte, e le selvagge solitudini, diceva sempre il nonno, qualche giorno il deserto verrà a prenderci, perchè avremo dimenticato quanto terribile e reale possa essere.»
moebius00 è uscita dal pensatoio.
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