auuuuu, avrei tante di quelle cose da dire, in fondo son stata nove giorni in Abruzzo a far finta di prendere il sole (chiunque mi vedesse penserebbe una cosa del genere. sono ancora uno stramaledetto latticino.) e inciampare sui ciottoli della spiaggia, e correre come una dannata attraverso il portico la sera, rincasando, per non rischiare di farmi cadere qualche geco in capo, con un sonoro spatapanf!, ma soprattutto farmi cri-vellare di solletico dalla Cri (appunto), ma non lo farò, in nome dell'originalità!
parlerò invece de Il Cavaliere Oscuro, che ho visto più di una settimana fa, ma dettagli, fottutissimi dettagli. e dettagli anche che ormai penso lo abbiano recensito in ventordici fantastilioni di persone, perchè io, IO, lo recensisco in ritardo, sicché mi faccio comunque notare per originalità.
insomma, potrebbero esserci spoiler, se non siete andati a vederlo o se non conoscete la storia originale, io ve lo dico, ma non metto niente in colori da evidenziare, perchè non è estetico. poi però non lamentatevi, che io vi ho avvisato, 'kay? :°D
dunque, faccio appello ai miei brandelli di memoria, e posso essere in grado di affermare che la saga rivista e corretta da Christopher Nolan sia la migliore mai sfornata finora. I personaggi dell'universo di Batman si distaccano da un archetipo estremamente fumettistico (come invece era nei film dell'era Burton, comunque ottimi e dalla vena psicologica tutto sommato ancora ben presente e profonda) e caricaturizzato, portato all'eccesso, magari da una scenografia spettacolare e da contesti a metà tra gli anni '40 e un futuro ipertecnologico, come nei due episodi diretti da Joel Schumacher (che mi dispiace, ma restano i peggiori, e anche un po' assurdi. di quelle due pellicole salvo solo la superba interpretazione dell'Enigmista da parte di Jim Carrey, che, vabbè, che sia un genio della mimica e dell'espressività lo sappiamo più o meno tutti - tranne mia madre, perché le sta antipatico :°D -), assumendo, invece, connotati più profondi e, per così dire, 'moderni'. già la psicologia è un elemento assolutamente da non sottovalutare del fumetto, ma in questi episodi, più dark e introspettivi, la fa decisamente da padrone, facendo emergere chiaramente quelle che sono le personalità dei villain della saga.
in The Dark Knight, in particolare, i cattivi della situazione sono due tra i migliori mai sfornati dalle menti geniali che hanno dato vita a questo fumetto: da una parte abbiamo Joker, apparentemente governato da un'insana follia, che si rivela essere poi il mostruoso prodotto di un'intelligenza rara e acuta (e si sa, spesso il confine tra questa e la pazzia è piuttosto labile) gestita in maniera totalmente anarchica, e dall'altra Harvey Dent, un campionario di pedisseque regole da seguire e un innato senso della giustizia. insomma, una perfetta persona per bene, che non avrebbe potuto fare altro lavoro se non il procuratore distrettuale, e che non avrebbe potuto fare altra fine, dopo un trauma come l'ustione del volto, di un altro dei cattivi che popolano l'Arkham Asylum. detto terra terra.
due creature apparentemente differenti, ma mostruose in egual misura: sfigurato Joker (ma nel film di Nolan, al contrario del primo di Burton, non sappiamo perché lo sia. anzi, non sappiamo proprio chi sia), deturpato, per una crudele beffa del destino per metà viso, Dent. ironia beffarda, perché nella sua profonda integrità, finisce per rivelare una totale abnegazione alla sorte, e al peso che essa imprime al volo di una monetina. la monetina, e le sue due facce, rappresentano esemplarmente il modus cogitandi di questo personaggio, talmente manicheo da non ammettere vie intermedie al proprio essere, e finendo per negare completamente il suo senso di giustizia nel momento in cui viene colpito dal trauma, fisico e psicologico, della perdita della ragazza che ama e di metà della sua faccia (anche se...devo fare un appunto. si sa che le sceneggiature dei film tendono a modificare alcuni particolari della storia originale, ma ho avuto un piccolo moto di disappunto vedendo come, nel film, si riduca in quel modo. tra l'altro, ho anche fatto un mezzo spoiler alla Cri, che era al cinema con me, mormorando piena di astio 'ma non è così che diventa Due Facce!'. e lei non ha mai letto il fumetto o comunque non è a conoscenza di particolari della trama. lol.)
però, mi sento in dovere di spendere qualche parola in più sul personaggio di Joker, interpretato magistralmente dal compianto Heath Ledger. la sua ultima prova da attore è stata assolutamente pirotecnica, degna, anzi, degnissima, di essere omaggiata nel modo giusto (e chi pensa all'oscar c'ha preso in pieno). non intendo dire se sia superiore o meno alla versione di Jack Nicholson, per il semplice motivo che sono due interpretazioni totalmente differenti, e adatte all'atmosfera dei film in cui sono state inserite. se la prova di Nicholson era di una follia criminale tutto sommato goliardica, e ancora un po' da fumetto, quella di Ledger è quanto di più oscuro e perverso avremmo potuto immaginare. sono entrambi mostri governati dalla più totale follia, ma di due tipologie analizzabili solo a partire dal contesto in cui sono calate. sarebbe stato impensabile collocare in un'opera profondamente dark come Il Cavaliere Oscuro un Joker come quello di Nicholson, e altrettanto inquietante porre la ferocia dell'interpretazione di Ledger in una trasposizione ancora ancorata agli stilemi del fumetto come quella di Tim Burton. in ogni caso, due interpretazioni eccellenti, così come quelle di Tommy Lee Jones, al tempo di Batman Forever, e di Aaron Eckhart, in The Dark Knight, nei panni di Harvey Dent. Eckhart, oltretutto, ha proprio la faccia da yuppie (retaggio mentale mio, anche a causa della visione di Thank You For Smoking, in cui lui è veramente un geniale paraculo), cosa che secondo me è un valore aggiunto alla caratterizzazione del personaggio di Dent, prima della 'cura'. a essere sincera, in questo caso preferisco l'interpretazione di Eckhart, ma è più per gusto personale che altro.
i criminali sono sempre molto interessanti nell'universo dei fumetti, ma una volta tanto lo è anche il supereroe: Bruce Wayne non è nè alieno, nè è stato sottoposto a raggi cosmici o a punture di insetti radioattivi. è un essere umano, assetato di giustizia, e soprattutto ricco sfondato, particolare da non trascurare: in fondo è per merito dell'oculata amministrazione del suo immane patrimonio se può dotarsi di attrezzature talmente all'avanguardia da renderlo un superuomo, almeno fisicamente. quando si spoglia della corazza di Batman, è un uomo come chiunque altro, un essere umano fondamentalmente chiuso in se stesso e inespugnabile a tal punto da riuscire a farsi leggere dentro solo dal fidato Alfred (interpretato da Michael Caine, un altro grandissimo. ma a ben pensarci, il cast è stellare: altri nomi, come Morgan Freeman o Gary Oldman, non passano davvero inosservati), il quale comunque non riesce a rinchiudere i fantasmi del suo padrone in un armadio e chiuderlo a doppia mandata, ma ci prova comunque, con perle di saggio buonsenso e leggera ironia dal sapore british. certo, Christian Bale è un po' un bietolone, ma non so, non riesco a perplimermi per la sua interpretazione. cioè, è vero che non è molto espressivo, però, ecco...non ce lo vedo poi così male, a fare Bruce Wayne. mi dispiace per i suoi detrattori :°D
sì, dai, il film mi è piaciuto, molto, in particolare un'altra nota positiva mi sento in dovere di farla: la sostituzione di Katie Holmes con Maggie Gyllenhaal per il personaggio di Rachel Dawes. oltre a non sopportale la Holmes, adoro la Gyllenhaal (e anche suo fratello, sono due attori formidabili), e quindi mi rendo conto di essere spudoratamente di parte, ma chissenefrega! :°D






